Wannacry? No, Petya: un altro attacco globale

Wannacry? No, Petya: un altro attacco globale

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Stessa modalità, stesso fine: un cryptolocker infetta la vostra macchina, rende inutilizzabili i vostri file e l’unico modo per recuperarli è quello di pagare 300 Dollari in Bitcoin per ottenere la password di sblocco.

Questo è ciò che ha fatto Wannacry un mesetto fa, ed è quello che fa anche Petya, un cryptolocker già noto che però è tornato alla ribalta, leggermente modificato (Petrwrap, o un nome simile) in modo da non soffrire delle stesse lacune che hanno reso Petya abbastanza semplice da aggirare.

Come per Wannacry, Petr*qualcosa* sfrutta le falle del sistema SMB di Windows, il noto exploit EternalBlue, al quale però ha aggiunto anche la diffusione mediante e-mail, metodo sicuramente più classico ma efficace cavallo di troia per gli utenti meno attenti.

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Wannacry? Come funziona, cosa fa, come proteggersi

Wannacry? Come funziona, cosa fa, come proteggersi

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A distanza di una settimana dall’allarme Wannacry (le prime notizie risalgono al 12 Maggio) la situazione è più o meno questa:

  1. c’è stato tanto allarmismo, condito da un’informazione spesso carente di professionalità;
  2. ci sono stati molti episodi seri, che hanno causato disservizi alla sanità britannica o alle linee telefoniche spagnole;
  3. la vulnerabilità sulla quale si basa il tutto è stata resa pubblica dal gruppo The Shadow Brokers diversi mesi fa;
  4. le modalità di infezione non sono molto “virali”, ma piuttosto subdole e mirate a ambienti specifici come le reti aziendali.

Detto ciò, concentriamoci subito sul “come proteggersi”:

  1. Aggiornare, aggiornare, aggiornare: il sistema operativo, l’antivirus, il firewall, la lavatrice (se è connessa a Internet);
  2. Non aprire e-mail sospette, scaricarne gli allegati e men che meno aprirli; anche un click su un banale link potrebbe essere fatale;
  3. non collegate al vostro computer una chiavetta usb, un disco esterno o roba simile che proviene da un vostro amico, da un cliente o da qualsiasi altra fonte che si trovi fuori da casa vostra (che, fin’ora, sembra non infetta…no?). Se proprio dovete collegare una chiavetta USB, collegatela ad un sistema più sicuro: un PC con Windows 10 (con antivirus, ovvio), un Macintosh, una computer con Linux, un tablet (Android, Apple).

Chi usa Windows XP o Windows 7/8, deve pensare seriamente di passare a Windows 10, visto che fin’ora questo sistema operativo è risultato sostanzialmente immune all’infezione. (altro…)

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