Internet sotto attacco, ma anche no?

Internet sotto attacco, ma anche no?

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Correggo il tiro della notizia di ieri:

  • Si, c’è stato un attacco di tipo DDoS di dimensioni mai registrate fin’ora;
  • Si, è stato condotto con l’intento di rendere irragiungibile il servizio offerto da SpamHaus;
  • Si, CloudFlare ha messo in atto una buonissima strategia per diluire l’attacco e non far crollare nessuna infrastruttura;
  • Ni, CyberBunker non è stata confermata come responsabile principale (SpamHaus non lo ha confermato, qui un post dal loro blog);
  • No, Internet non si è rotta (c’è stato qualche lieve rallentamento in alcune zone, ma nulla di eclatante);

Punto informatico (qui), rettifica la notizia un pò troppo catastrofista di ieri, e lo faccio anche io.

Il punto della questione è che,catastrofe o no, le notizie che riguardano Internet e il mondo tecnologico si stanno ritagliando il loro spazio anche sulle testate non specialistiche e si scontrano, inevitabilmente, con una impreparazione generale sia da parte dei giornalisti che diffondono le notizie, sia da parte dei lettori che non hanno il giusto grado di competenze di base.

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Internet sotto attacco, nessuno è al sicuro

Internet sotto attacco, nessuno è al sicuro

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La notizia gira da diverse ore in Rete, riportata da tantissimi siti (Repubblica, Punto Informatico, Corriere e, secondo me quello più completo,  TG1) ed è più importante e grave di quanto si pensi.

Il fatto è questo: il provider olandese CyberBunker, famoso per aver ospitato anche il tracker di Pirate Bay, è finito nella “lista nera” di SpamHaus, uno dei più importanti osservatori al mondo per quanto riguarda lo spam e il phishing, ovvero la posta indesiderata. A segnalarlo è stata CloudFlare, una società che si occupa di distribuzione di contenuti digitali e di sicurezza.

Il problema è che da quando SpamHaus ha dichiarato di aver inserito moltissimi siti ospitati da CyberBunker in black list, di colpo il traffico dati è aumentato a dismisura proprio verso i server di SpamHaus: si parla di oltre 300 miliardi di bit al secondo. Se non ho sbagliato i calcoli, sono 34 Gigabyte al secondo: vuol dire che se la vostra connessione Internet fosse così veloce, potreste scaricare due film in Blu-Ray in 1 secondo, o giù di li. Questa enorme mole di dati genera un attacco che si chiama DDoS, ovvero Distributed Denial of Service (la spiegazione è davvero interessante, leggetela su Wikipedia).

In sostanza, dai server di CyberBunker, gli spammer starebbero comandando il loro esercito di computer (o meglio, la loro botnet di zombie: è scritto tutto su Wikipedia, davvero, leggetela!) e stanno bombardando di dati i server di SpamHaus e di mezzo mondo.

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