Hostgator vs Siteground, hosting a confronto

Hostgator vs Siteground, hosting a confronto

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Un pò di tempo fa, con la scusa del Black Friday/Cyber Monday, stavo valutando qualche alternativa al mio attuale hosting provider, ovvero Hostgator.

Premetto che non ho mai avuto alcun problema durante questi ultimi anni: velocità, caratteristiche tecniche e assistenza clienti sono davvero di altissimo livello, ma visto che il mio lavoro (o almeno, una parte) riguarda anche il web, mi sembra doveroso conoscere un pò più a fondo altre realtà (come ho fatto per Aruba e GoDaddy).

Detto ciò, alla fine ho ceduto alla tentazione e, alla modica cifra di 171,29 Euro, ho acquistato dal provider SiteGround il piano di hosting GrowBig, della durata di 3 anni, con un mega sconto sul prezzo di listino (che sarebbe stato di circa 466 Euro). Come per HostGator, SiteGround offre tre piani di hosting di tipo shared (condiviso): StartUp, GrowBig e GoGeek; i piani corrispondono più o meno ai tre di HostGator: Hatchling, Baby e Business. Il piano GrowBig è il livello intermedio e quindi è paragonabile al mio attuale piano, Baby.

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Il Provider maledetto parte seconda: GoDaddy

Il Provider maledetto parte seconda: GoDaddy

Tempo di lettura: 2 minuti

Come dicevo nel post precedente, dopo che Aruba ha deciso di lasciare in braghe di tela oltre un milione di siti Internet in seguito a un mezzo incendio nella sua server farm di Arezzo, la mia decisione presa nel tempo record di 1 secondo è stata “cambio”. Preso dall’euforia del “tutto nuovo, che bello che bello” ho fatto una ricerca rapidissima con Google e sono approdato sul sito di GoDaddy, che già conoscevo in quanto Google lo utilizza come registrar d’appoggio insieme a eNom durante la sottoscrizione dei servizi Google Apps.

Lo dico sinceramente: mi sono fatto un pò abbindolare dai prezzi molto bassi e dalle offerte presenti sul sito. Quello che mi ha colpito è stata la possibilità di trasferire il nome di dominio, mantenendo l’eventuale tempo residuo che mi restava su Aruba, aggiungendo un ulteriore anno come bonus per aver scelto i servizi di GoDaddy. Per la cifra tutto sommato modesta di circa 87 Euro ho ottenuto il trasferimento del nome di dominio, la validità estesa a 2 anni e mezzo, la registrazione business (ovvero, i dati nel WHOIS non sono riconducibili direttamente a me come persona fisica), 2 anni di hosting di tipo base e una serie di servizi che non erano presenti nell’account Aruba.

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Il Provider maledetto: Aruba

Il Provider maledetto: Aruba

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Voglio parlare della mia personale esperienza con alcuni provider di servizi Internet,  soprattutto di quelli che ho potuto testare personalmente e sui quali posso dire qualcosa a ragion veduta. Non ne ho provati tantissimi: Aruba, RackSpace (tramite BitMovers.it), GoDaddy e HostGator li ho potuti testare sia per motivi personali che per lavoro, e qualche informazione utile ce l’ho. Magari serve…

Inizio con il primo provider,  Aruba, scelto nel lontano 2003  non tanto per i servizi offerti (ne capivo molto poco), ma più che altro per non farmi fregare il nome di dominio; meksone.com, si, proprio questo qui.

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