Come dicevo nel post precedente, dopo che Aruba ha deciso di lasciare in braghe di tela oltre un milione di siti Internet in seguito a un mezzo incendio nella sua server farm di Arezzo, la mia decisione presa nel tempo record di 1 secondo è stata “cambio”. Preso dall’euforia del “tutto nuovo, che bello che bello” ho fatto una ricerca rapidissima con Google e sono approdato sul sito di GoDaddy, che già conoscevo in quanto Google lo utilizza come registrar d’appoggio insieme a eNom durante la sottoscrizione dei servizi Google Apps.
Lo dico sinceramente: mi sono fatto un pò abbindolare dai prezzi molto bassi e dalle offerte presenti sul sito. Quello che mi ha colpito è stata la possibilità di trasferire il nome di dominio, mantenendo l’eventuale tempo residuo che mi restava su Aruba, aggiungendo un ulteriore anno come bonus per aver scelto i servizi di GoDaddy. Per la cifra tutto sommato modesta di circa 87 Euro ho ottenuto il trasferimento del nome di dominio, la validità estesa a 2 anni e mezzo, la registrazione business (ovvero, i dati nel WHOIS non sono riconducibili direttamente a me come persona fisica), 2 anni di hosting di tipo base e una serie di servizi che non erano presenti nell’account Aruba.
Read MoreVoglio parlare della mia personale esperienza con alcuni provider di servizi Internet, soprattutto di quelli che ho potuto testare personalmente e sui quali posso dire qualcosa a ragion veduta. Non ne ho provati tantissimi: Aruba, RackSpace (tramite BitMovers.it), GoDaddy e HostGator li ho potuti testare sia per motivi personali che per lavoro, e qualche informazione utile ce l’ho. Magari serve…
Inizio con il primo provider, Aruba, scelto nel lontano 2003 non tanto per i servizi offerti (ne capivo molto poco), ma più che altro per non farmi fregare il nome di dominio; meksone.com, si, proprio questo qui.
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