Cosa cambia con Android 5 Lollipop

Cosa cambia con Android 5 Lollipop

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Senza clamore e senza presentazioni in pompa magna, Google ha annunciato qualche tempo fa il nuovo Android 5, nome in codice Lollipop, accompagnato dai nuovi dispositivi Nexus.

Android 5, che, rispetto alla consolidata versione 4 iniziata con Ice Cream Sandwich, si propone di essere il più consistente aggiornamento al sistema operativo mobile di Google.

Le differenze maggiori si noteranno nell’interfaccia, nei colori e nello stile, ma soprattutto nella modalità di interazione con il dispositivo. Saranno possibili più personalizzazioni dell’interfaccia, per esempio la grandezza delle icone e le dimensioni della tastiera a video, ed è stato posto l’accento sui comandi vocali che, purtroppo, stentano ancora a prendere il volo per via di due grandi ostacoli, almeno per quanto mi riguarda. (altro…)

Europa contro Google, atto secondo

Europa contro Google, atto secondo

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Sembra che il passatempo preferito dal Parlamento Europeo, da qualche tempo a questa parte, sia quello di scassare i cosiddetti a Google (con questa storia qui, per esempio). In effetti fra Apple, Oracle e Microsoft (e molti altri, ma questi li ricordo con precisione), sembra che il passatempo preferito del mondo intero sia quello di scassare i cosiddetti a Google. Ma il Parlamento Europeo ne ha combinata un’altra: vorrebbe che, in nome del  libero mercato e della concorrenza, Google si divida in due parti distinte e separate. Insomma, la parte di indicizzazione dei contenuti dovrebbe essere separata da quella commerciale, ovvero dalla vendità di pubblicità, perchè secondo loro Google sfrutta la sua posizione dominante per favorire i clienti paganti e farli risultare in cima alla classifica nelle ricerche (per l’articolo su Punto Informatico, ecco il link)

Ma, scusate: solo io vedo una serie di evidenti contraddizioni in tutto ciò? In televisione, o sui giornali, gli spazi pubblicitari nelle “zone pregiate” (la prima serata in TV, per esempio) non vengono forse pagati a peso d’oro dagli inserzionisti?

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Google lancia Inbox, la rivoluzione della posta elettronica

Google lancia Inbox, la rivoluzione della posta elettronica

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E’ iniziata la caccia agli inviti, perchè la novità che Google ha presentato è (per ora) solo su invito. Come successe il primo Aprile del 2004, quando Google diede uno scossone al mondo fin troppo statico della posta elettronica presentando Gmail, anche la nuova Inbox è riservata solo ai pochi fortunati che hanno ricevuto un invito.

In poche parole, Inbox è un’applicazione che si prefigge lo scopo di rendere la posta elettronica il centro delle proprie attività, automatizzando una grande quantità di azioni, raggruppando automaticamente i messaggi simili, filtrando ciò che ha priorità da ciò che può essere rimandato.

Per chi già utilizza Google Now (sia su Android che su iOS), il concetto non è del tutto nuovo. Il sito http://www.google.com/inbox/ spiega, in poche parole (e tante immagini), le potenzialità dell’applicazione. (altro…)

Google e il diritto di dimenticare (o di censurare?)

Google e il diritto di dimenticare (o di censurare?)

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La notizia è più o meno questa: una sentenza della Corte Europea (datata 13 Maggio 2014) che vede coinvolta Google, Google Spain e alcuni rappresentanti di governo di diversi paesi dell’Unione Europea (fra i quali l’Italia) ha sancito che Google deve rimuovere alcune voci dai risultati delle ricerche in quanto lesivi per la reputazione dei soggetti citati.

In parole povere, la Corte Europea ha aperto le porte alla censura, o se preferite, alla riscrittura della storia un pò come viene raccontata nel romanzo 1984 di George Orwell.

E’ abbastanza interessante mettere in relazione il fatto con questa notizia, datata 2 Luglio, dove il giornalista della BBC Robert Peston si chiede “Perchè Google mi ha spedito nell’oblio?”. La risposta è nell’articolo stesso, dove infatti Peston parla del suo articolo e si viene a sapere che aveva parlato delle marachelle della banca Merryl Lynch, e di un tale  Stanley O’Neal (anche se in realtà lo stesso Peston fece intendere che O’Neal fu più che altro un capro espiatorio per i pezzi ben più grossi di lui).

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L’app fotocamera “made in Google”

L’app fotocamera “made in Google”

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Ed ecco che, poco tempo fa, Google ha rilasciato una nuova app per la fotografia, o meglio: una nuova applicazione per scattare fotografie.

Google Camera è l’applicazione predefinita sugli smartphone della serie Nexus, ed ora è diventata disponibile per tutti. Ma cosa rende questa applicazione almeno degna di essere provata?

E’ molto semplice: le nuove modalità di scatto Photo Sphere e Sfocatura Obiettivo.

La prima modalità vi consente di riprendere la scena con una visuale a 360 gradi (anche sopra e sotto, quindi sono più di 360…); vengono scattate numeroso fotografie in modalità assistita, e dovrete ruotare su voi stessi e inquadrare dove vi viene segnalato. Alla fine della ripresa, verrà creata una foto unica che ritrae la scena in tre dimensioni, e scorrendo il dito sullo schermo potrete letteralmente “dare un’occhiata intorno”.

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Ultimo update di il .

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