Il web Italiano è in pericolo (come al solito)

Il web Italiano è in pericolo (come al solito)

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Post breve e conciso: l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (AGCOM) sta spingendo per far approvare una delibera che consente ad editori e televisioni di poter cancellare qualsiasi contenuto sul web (post di Facebook, video su YouTube, anche siti interi), con una banale segnalazione ed entro 72 ore, senza il coinvolgimento di uno straccio di giudice.

Quali contenuti, direte voi? Qualsiasi contenuto che viene rivendicato come protetto dal diritto d’autore.

Quindi, molto semplicemente, se postate su YouTube il video delle vacanze e mettete in sottofondo un brano coperto da diritto d’autore, rischiate la cancellazione del video o anche la cancellazione dell’intero canale YouTube. Per chi (come me) possiede un blog o un sito, o magari un’attività commerciale su Internet, gli effetti di tale assurdità legislativa sarebbero devastanti. E non ho nemmeno voglia di approfondire il discorso sul grave danno alla libertà di espressione.

Tanto per sottolineare l’assurdità della suddetta legge, in nessun altro paese civile esiste una norma tanto censoria. Come al solito, l’Italia è sempre in prima linea quando si tratta di fare enormi cazzate, in barba alla costituzione e ai diritti civili.

Al contrario, negli USA esiste un concetto chiamato Fair Use, letteralmente “uso leale e corretto”: su Wikipedia c’è una spiegazione abbastanza chiara del concetto.

Su questo blog ci sono informazioni più dettagliate, mentre la petizione per cercare di fermare questa idiozia è disponibile in questo sito. Forse non servirà a una mazza, ma forse si (io sono stato il 1221esimo firmatario).

La Germania vuole tassare Google (e tutti gli altri)

La Germania vuole tassare Google (e tutti gli altri)

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Siamo alla frutta: ho letto oggi su TomsHW (qui) che il governo tedesco ha intenzione di approvare una legge che, se venisse accettata, obbligherebbe Google e tutti gli altri motori di ricerca a pagare una tassa agli editori per la pubblicazione delle loro news on-line.

Allora, se volete leggere la notizia e saperne di più potete andare sul sito di Tom’s Hardware (ripeto, qui) e farvi un’idea precisa.

Quello che penso io è che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che i politici e gli imprenditori non capiscono un c***o di Internet.

Se non ci fossero i motori di ricerca, l’unico modo che avremmo per trovare qualcosa in Internet sarebbe quello di digitare ogni maledetto indirizzo a manina. Dovremmo avere una lista pressochè infinita di siti preferiti memorizzati e dovremmo anche ricordarci dove e quando abbiamo visto quello che ci interessa.

Quindi, invece di tassarli per un servizio che viene offerto gratuitamente, gli editori e i politici dovrebbero baciare le chiappe digitali di Google, altrochè!

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Megaupload chiuso, grazie FBI

Megaupload chiuso, grazie FBI

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Ok, tutti sappiamo cosa sia un cyberlocker. No? Ok, è semplicemente un sito che offre tonnellate di spazio online per memorizzare file troppo grandi da spedire via e-mail. Gli utilizzi legittimi di un servizio come questo sono infiniti, e passano dalla condivisione di video, film e cortometraggi, musica, programmi. Il tutto, magari pagando una somma modesta, sicuramente inferiore ai costi che si devono affrontare per ottenere una servizio simile in proprio, come  la registrazione del dominio, il pagamento di un piano di hosting professionale da almeno 200 dollari al mese e problemi tecnici vari derivati dalla progettazione di un servizio di tale portata.

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