Il cellulare, il portatile, il GPS e moltissimi altri dispositivi hanno una cosa in comune: la batteria. E, come tutte le cose che hanno una batteria, il primo grosso problema consiste nel farla durare il più possibile, senza rovinarla più del necessario.

Su Internet e sulla carta stampata leggo spesso diverse imprecisioni su questo argomento (diciamolo chiaramente: si chiamano cazzate), di conseguenza nel mio cervello scatta un “allarme cazzata” che continua a fare casino finchè non lo spengo con una buona dose di informazioni corrette.

Ecco le boiate più comuni che ho raccolto:

  • Il famoso “effetto memoria” per il quale non bisogna caricare la batteria se non raggiunge lo zero, o quasi;
  • occorre caricare sempre la batteria al 100%, costi quel che costi;
  • bisogna staccare subito il caricatore raggiunto il 100% altrimenti si rischia il sovraccarico;
  • bisogna scaricare completamente la batteria prima di ricaricarla;
  • per far durare di più la batteria, basta metterla nel freezer.

Siamo nel 2013, la tecnologia è andata parecchio avanti, e queste credenze fanno parte del passato: facciamo un attimo il punto.

 

L’effetto memoria

Il famigerato effetto memoria è una brutta caratteristica delle vecchie batterie al Nichel-Cadmio (oggigiorno non più in uso). Succedeva che, se la batteria non veniva completamente scaricata prima della ricarica, quest’ultima credeva che la carica residua rappresentasse lo zero. In soldoni: se una batteria carica al 50% veniva messa in ricarica, il 50% residuo veniva praticamente dimenticato. Non sono più in commercio, per fortuna, e sono state sostituite prima dalle batterie al Nichel-metallo idruro (detta impropriamente Nichel metalidrato) e poi dalle attuali batterie al Litio.

 

Bisogna caricare sempre e comunque fino al 100%

Le batterie al Litio che usiamo oggi (ioni di Litio o, meno frequentemente, Litio-Polimero) non hanno bisogno di essere caricare sempre e comunque al massimo; infatti il Litio consente di caricare anche parzialmente la batteria senza problemi, non soffre di “effetto memoria” e le ricariche parziali non danneggiano i componenti chimici all’interno delle celle. Con i ritmi attuali della vita moderna, non è possibile avere sempre a disposizione il tempo necessario per una ricarica completa: il Litio, con le sue proprietà chimiche, viene incontro alle nostre necessità.

 

Il rischio di sovraccarico

Altra fandonia bella e buona: i caricabatterie moderni e i circuiti a bordo dei dispositivi sono progettati per evitare il sovraccarico e disattivano la ricarica quando la batteria raggiunge il 100%. E’ anche vero che se un caricabatterie di buona marca costa almeno 20 Euro e un caricabatterie cinese ne costa 2, un motivo dovrà pur esserci, non vi pare? Quindi, evitate le cinesate, usate i caricabatterie originali dei dispositivi oppure degli apparecchi compatibili di marche note e affidabili.

 

Bisogna scaricare sempre la batteria al minimo prima della ricarica

Ecco, questa non è una fandonia, è una cazzata colossale. Le batterie al Litio soffrono tantissimo della scarica completa, tanto che nelle batterie delle marche migliori (in quasi tutte quelle originali dei rispettivi produttori, in sostanza) c’è un piccolo circuito di protezione che evita alla batteria di scaricarsi completamente. Come dicevo prima, le batterie al Litio sono progettate per essere ricaricate a qualsiasi livello di carica residua, ma è preferibile non far scendere la carica residua sotto il 20%. In questo modo, il Litio non viene sottoposto a stress eccessivo e la batteria subisce un minor deterioramento.

 

Per far durare di più la batteria occorre metterla nel freezer

Sempre della serie “minchiate colossali”: il Litio si deteriora più velocemente a temperature inferiori allo zero. E’ anche vero che l’eccessivo calore ha il medesimo effetto, ed ecco perchè una ricarica che parte dallo 0% è più dannosa di una che parte da un livello superiore: stando collegata per troppo tempo, la batteria si scalda eccessivamente e si rovina. Quindi, la miglior condizione possibile per la ricarica è quella di non durare per troppo tempo, a una temperatura ambiente normale. E’ vero, invece, che la temperatura di conservazione ideale di una batteria parzialmente carica è intorno allo zero (ma non sotto); è il caso delle batterie di riserva, che si possono lasciare cariche al 50%, magari in un sacchetto da surgelati posto nel frigorifero.

 

Riepologo e conclusioni

In sostanza: le moderne batterie al Litio (Li-Ion e Li-Poli) si possono ricaricare a qualsiasi livello di carica residua, meglio se superiore al 20%, a temperatura ambiente. E’ consigliabile non farle scaricare al massimo e troppo velocemente e, se possibile, utilizzare i dispositivi a temperature non eccessive. Usare il portatile o lo smartphone sotto il sole di Agosto non è una buona idea. Se si possiede una seconda batteria di riserva che si usa meno, o se si prevede di non usare la batteria principale per lungo tempo, lasciare una carica residua intorno al 50% e riporla in luogo asciutto, pulito e possibilmente molto fresco; il frigo va bene, il freezer no. Se avete l’abitudine di usare il portatile lasciandolo collegato al suo caricatore, togliete la batteria o, in alternativa, ogni tanto usate il portatile scollegandolo dalla presa.

Discorso lievemente differente se siete abituati (come me) ad avere sempre con voi una batteria di riserva per le emergenze. Una batteria al Litio può essere tenuta carica e scollegata dal dispositivo per periodi brevi, una settimana circa; se non viene usata, il naturale scaricamento passivo la deteriora. Quindi: tenere una batteria di riserva è cosa buona e giusta, ma è ancor meglio usarla almeno una volta a settimana per tenerla in forma e non farla rovinare inutilmente.

Per finire, le batterie al Litio hanno una durata media che si ricava dai cicli di carica/scarica completi; solitamente, una buona batteria possiede dai 500 ai 1000 cicli di vita prima di deteriorarsi e diminuire sensibilmente la sua capacità di accumulo. Già intorno ai 200/300 cicli completi, la capacità della batteria diminuisce del 20% circa, e la capacità si abbassa man mano che aumentano i cicli completi di carica/scarica.

La maggior parte dei computer portatili possiede programmi di monitoraggio dei cicli di ricarica, e in caso di abbassamento della capacità avvertono l’utente che la batteria è in procinto di stirare le zampe; un ciclo di scarica completo non viene conteggiato quando la batteria raggiunge lo zero in una sola sessione di lavoro, ma quando lo raggiunge in totale. Mi spiego: partendo dal 100% di carica, se raggiungete prima il 60% e quindi ricaricate completamente, poi scendete al 40% e ricaricate di nuovo, queste due scariche parziali contano come un singolo ciclo di scarica. Il 40% della prima scarica  si somma al 60% della seconda e si ottiene uno scaricamento completo al 100%.

Ecco, questo è quanto: il mio “allarme cazzata” si è finalmente spento 🙂

 

Per completezza, cito le fonti dalle quali ho tratto le informazioni principali:

Motorola Lithium-Ion Batteries Best Practices

Ars Technica: What is the best way to use a Li-ion battery?

Wikipedia: Accumulatore di carica elettrica

About 

Da quando avevo 8 anni ho sempre giocherellato con qualcosa anche solo vagamente simile a un computer. Attualmente faccio il system administrator su sistemi Windows/Mac/Linux/Qualsiasi, ma in passato ho lavorato anche come illustratore, musicista, webdesigner e pubblicista, e mi sono divertito abbastanza, direi. Ciò non toglie che non svolga queste attività anche ora, solo che dalle 9 alle 18, faccio il system administrator. Tutto qui.

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