Non è un prodotto nuovissimo, ma è estremamente valido: parlo dello ShareCenter 325, un NAS con due alloggiamenti che permette quindi di montare due dischi, in configurazione RAID 0,1o JBOD (spiegazioni dopo).

Ma cosa è un NAS? Semplicissimo: un disco esterno per memorizzare dati, con il vantaggio di non essere provvisto della classica porta USB per il collegamento a un solo computer, ma di avere una porta di rete Ethernet che gli consente di essere collegato a un router (quasi tutti i modem ADSL con il Wi-Fi lo sono) e quindi di essere visto da tutti i dispositivi che si collegano alla stessa rete domestica. Considerato il fatto che ormai in una casa ci sono almeno 2 computer, il vantaggio di avere uno spazio comune per memorizzare dati può essere un grande vantaggio.

Inizio col dire che, dal punto di vista prettamente estetico, è un bel prodotto: rifinito, ben fatto, molto contenuto e silenzioso; è dotato di una sola ventola posta sul retro, che entra in funzione solo all’accorrenza, e il look dark e satinato si adatta a qualsiasi ambiente.

Bene, detto ciò, passiamo alle cose serie: cosa fa? Un sacco di cose. Intanto, somiglia un pò ai NAS di fascia superiore prodotti da Synology, che offre anch’essa una nutrita gamma di prodotti; c’è da dire che il prodotto che più si avvicina a questo ShareCenter sarebbe il modello Synology DS-212, che ha caratteristiche lievemente superiori e possiede come asso nella manica il software di gestione DSM 4.0, proprietario di Synology, che risulta bello, semplice da usare e ricchissimo di funzioni aggiuntive. Ovviamente, costa più del doppio, andandosi a collocare in una fascia di prezzo intorno ai 220 Euro.

Il D-Link ShareCenter, dal canto suo, intanto costa la metà (si trova a 109 Euro da Mediaworld, e infatti proprio li l’ho comprato), e sia le funzioni che le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto, e non fanno rimpiangere marchi più blasonati come Synology o Buffalo. Il software di gestione, accessibile tramite interfaccia web, è semplice da usare e ben organizzato; sono presenti procedure guidate per gli utenti meno esperti e le funzioni aggiuntive (quelle che nemmeno leggi quando compri un prodotto) sono state per me una sorpresa. Per esempio, a me serviva un banale disco di rete, che funzionasse come Time Machine su Macintosh e poco altro; mi ritrovo con un media center in piena regola, con supporto DLNA, libreria iTunes, server FTP, server BitTorrent e server di stampa, Photo Center, accessibilità dall’esterno mediante DDNS (D-Link e DynDNS) e altro ancora.

La domanda che molti potrebbero farsi è

Perchè un NAS, che oltretutto costa di più ed è meno pratico di un hard disk esterno USB, dovrebbe essere migliore?

Intanto, consente di memorizzare molti più dati, visto che si possono superare agevolmente i 2 TB (e arrivare anche a 6); poi, utilizzando la modalità RAID-1, la sicurezza dei propri dati raddoppia all’istante. Non dimenticate che gli hard disk (a parte i costosi SSD) sono composti da elementi meccanici (piatti, testina e motore) e quindi sono soggetti a usura e guasti, e quando si guasta meccanicamente un hard disk è quasi sempre da buttare, e con lui tutti i dati che conteneva. La modalità RAID-1 consente di utilizzare una coppia di dischi in modalità mirror (specchio), dove uno è la copia esatta dell’altro; vien da sé che quando si guasta un disco (ed è solo una questione di “quando”, non di “se”), l’altro ne prende immediatamente il posto e il sistema continua a funzionare. Ovviamente, il disco guasto deve essere sostituito immediatamente per evitare che la seconda rottura porti alla perdita totale dei dati.

Le altre modalità, RAID-0 e  JBOD, non sono adatte alla protezione dei dati, ma consentono invece di concatenare due dischi e creare un solo disco più grande; infatti, in RAID-1, la capacità totale è quella del disco più piccolo dei due (ecco perchè si usano dischi uguali), mentre in RAID-0 o JBOD i due dischi si sommano l’un l’altro per formare un disco più grande. Ovviamente, se si rompe un disco, si perde tutto. RAID-0 consente velocità di lettura e scrittura più elevate, mentre JBOD lascia immutata la normale velocità di scrittura/lettura dei dischi. In caso di rottura di un disco,

Il D-Link DNS 325 consente anche un’interessante modalità mista, dove con due dischi da 2 TB l’uno si può creare un volume in RAID-1 da 1 TB e un altro in modalità JBOD da 2 TB; questa configurazione consente di avere due partizioni separate, una più piccola protetta dal RAID-1 che può contenere dati importanti (fotografie, documenti), mentre l’altra partizione in JBOD, sacrificabile in caso di guasto di uno dei dischi, si può usare per quei dati meno importanti, dei quali la perdita non costituisce alcun problema (programmi scaricati da Internet, drivers e così via).

Interessanti le possibilità offerta dal server DLNA; questa è una tecnologia ampiamente supportata da moltissimi dispositivi, TV LCD in primis. Il vantaggio di avere un NAS dotato di questa tecnologia consiste nella possibilità di poter memorizzare film e musica al suo interno, e di potervi accedere da un dispositivo certificato DLNA. Per esempio, qualsiasi cellulare o tablet Android può accedere a questi contenuti senza problemi, sia con il software standard (Samsung, ad esempio, dota i suoi dispositivi di applicazioni certificate DLNA), sia con applicazioni scaricate dal Play Store come MediaHouse. Questa è una possibilità che acquista un grande valore quando la vostra fidanzata vuole vedere il solito film insulso in TV: a quel punto vi bastano un paio di cuffie e potete guardarvi qualcosa di decente sul vostro tablet.

 

Altre funzioni possibili con lo ShareCenter sono l’allestimento di un server FTP, raggiungibile anche dall’esterno in quanto il NAS supporta le funzionalità di Dynamic DNS (DDNS) fornite da servizi gratuiti e a pagamento come www.DynDNS.org, www.No-ip.org; si possono anche utilizzare i servizi Cloud Amazon S3 ed mettere su un blog con WordPress, scaricando gli appositi pacchetti di aggiornamento dal sito sharecenter.dlink.com. A dire il vero, si può andare parecchio oltre installando il Fonz Fun Plug, ovvero un piccolo pacchetto di aggiornamento scritto (come al solito) da un appassionato e dal quale si è sviluppata una community che modifica, converte, scrive e prova nuovi programmi per questi NAS che, sotto sotto, girano con un sistema operativo Linux. Prossimamente un articolo dedicato.

Prima di correre a comprare un NAS, ricordatevi che la maggior parte di questi prodotti viene fornita senza hard disk (e lo ShareCenter non fa eccezione), e ciò vuol dire che dovete comprarveli voi,e montarli al suo interno. Il costo di un buon hard disk da 2 TB si aggira intorno ai 110 Euro, quindi per due hard disk e il NAS ,andrete a spendere una cifra di circa 330 Euro complessivi; non è poco, ma un NAS fa molte più cose di un semplice hard disk esterno, ed è comunque un dispositivo di memorizzazione più sicuro quando è configurato in RAID-1.

Lo ShareCenter DNS-325 si è dimostrato un prodotto davvero ottimo, veloce nei trasferimenti e versatile come mediacenter con DLNA (anche grazie al processore da 1,2 GHz), e superato l’ostacolo della spesa degli hard disk, si rivela un investimento certamente più a lungo termine per i propri backup, dati importanti e mediacenter casalingo.

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Da quando avevo 8 anni ho sempre giocherellato con qualcosa anche solo vagamente simile a un computer. Attualmente faccio il system administrator su sistemi Windows/Mac/Linux/Qualsiasi, ma in passato ho lavorato anche come illustratore, musicista, webdesigner e pubblicista, e mi sono divertito abbastanza, direi. Ciò non toglie che non svolga queste attività anche ora, solo che dalle 9 alle 18, faccio il system administrator. Tutto qui.

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