Velocizzare (davvero) il computer con un SSD

Velocizzare (davvero) il computer con un SSD

Tempo di lettura: 3 minuti

La sigla SSD sta per “Solid State Drive”, ovvero Unità allo stato solido. Questo nome vagamente metafisico sta ad indicare la nuova generazione di hard disk che sta velocemente sostituendo i tradizionali dischi meccanici.

Quello che salta immediatamente all’occhio dei dischi SSD è che sono mediamente più piccoli (da 32 GB ad un massimo di 1 TB) e decisamente più costosi: in media, un SSD da 512 GB costa 400 Euro, contro gli 80 euro scarsi necessari per un buon hard disk Western Digital da 1 TB. Per gli SSD, il costo per ogni gigabyte si aggira quindi sugli 0,8 Euro, contro gli 0,08 Euro dei dischi tradizionali.

Questi due aspetti insieme farebbero pensare che un SSD è una fregatura colossale, ma non ho ancora detto i due vantaggi principali di un SSD rispetto a un disco meccanico: velocità e affidabilità.

La velocità, sia in lettura che in scrittura è enormemente più elevata, e l’affidabilità derivata dal fatto di non avere parti meccaniche in movimento è un aspetto che in troppi sottovalutano ma è invece importantissimo. Un disco SSD è leggerissimo, consuma quasi nulla e se cade a terra non si rompe e non perderete i vostri dati (al contrario dei dischi classici, tranne questo). Non serve una caduta per rompere un disco meccanico: la vita media di un hard disk è di circa 4 anni, passati i quali si è a rischio di una rottura più o meno improvvisa.

Ma ora torniamo in tema: velocizzare il proprio computer, magari vecchiotto, con un SSD.

Per prima cosa, occorre chiarire che i vantaggi di un disco SSD vengono percepiti su qualsiasi computer: che sia un notebook di ultima generazione o il più fetido degli assemblati di parecchi anni fa, qualsiasi computer che possa ospitare un disco in formato SATA trarrà vantaggio da un disco SSD.

(altro…)

Il nuovo rivale per iPhone e Android si chiama Ubuntu

Il nuovo rivale per iPhone e Android si chiama Ubuntu

Tempo di lettura: 2 minuti

Se non conoscete Ubuntu, probabilmente avete usato sempre Windows oppure Mac e vi siete persi un ottimo sistema operativo completamente gratuito e pieno di applicazioni altrettanto gratuite (Open Source, per essere precisi). Per colmare la lacuna, potete dare uno sguardo alla demo online, e constatare voi stessi che Ubuntu è un sistema completo, affidabile e semplice da usare. Se poi volete anche scaricarlo gratis, qui ci sono tutte le informazioni che vi servono.

Bene, cosa c’entra tutto questo con Android e iPhone? La novità è che Canonical, ovvero l’azienda che sta dietro Ubuntu, ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti e ha annunciato la versione per smartphone del suo sistema operativo. Sarà visibile al CES di Las Vegas, e se passate da quelle parti fra l’8 e l’11 Gennaio fermatevi allo stand 30659 nella  South Hall 3.

E’ risaputo che un qualsiasi smartphone di fascia medio-alta è praticamente un computer a tutti gli effetti; è altrettanto risaputo che, con i giusti accorgimenti, è possibile utilizzare uno smartphone o un tablet Android come se fosse un vero e proprio computer (se non ci credete, date un’occhiata qui).

(altro…)

Chrome per tutta la famiglia

Chrome per tutta la famiglia

Tempo di lettura: 1 minuto

Non so voi, ma io detesto usare il browser di un’altra persona, qualunque esso sia, Explorer, Firefox Chrome. (ok, Explorere non è un browser). Stai li, con mille finestre aperte di siti non tuoi, e dici “posso chiudere questo?” “No, quello mi serve dopo” e via ad aprire un’altra scheda/finestra e il computer rallenta perchè non gliela fa più. Oppure, trovo difficile accedere a più account Google o Google Apps dalla stessa sessione di navigazione; io per esempio ho sia le email personali (@gmail.com, @meksone.com) che quelle di lavoro su piattaforma Google, e in più la gestione degli account Google Apps. Un bel groviglio di cookie.

Ok, ho scoperto che Google Chrome mi risolve anche questo problema. Le istruzioni per attivare questa caratteristica sono ben spiegate in questa pagina della guida di Chrome.

(altro…)

Tanto spazio online con Minus.com

Tanto spazio online con Minus.com

Tempo di lettura: 1 minuto

La parola d’ordine da un pò di tempo a questa parte è cloud. Cloud, solitamente, viene associato a “TOT gigabyte di spazio” e, in base al servizio del quale stiamo parlando, può essere gratuito o a pagamento. Quindi in questo caso, mettendo insieme i pezzi del puzzle, otteniamo: Minus.com è un servizio cloud che offre 10 Gb di spazio online totalmente gratis.

La caratteristica che lo distingue dai famosi DropBox, SugarSync, Box, Ubuntu One, Microsoft SkyDrive e almeno altri 10 servizi simili è l’impostazione tipo Flickr o Picasa. A prima vista sembra un enorme album video/fotografico, e la homepage del sito è davvero semplice e bella da esplorare. Agli utenti viene proposto di condividere ciò che vogliono semplicemente trascinando i file nelle pagine del sito (immagini, video o qualsiasi altro tipo di documento). Dopo aver caricato i contenuti, si può scegliere se renderli subito visibili a tutti, solo ad alcuni oppure completamente privati. Il tutto è molto semplice e molto “guidato” e in pochi clic si riesce a creare cartelle e album pubblici e privati.

(altro…)

Il Provider maledetto parte seconda: GoDaddy

Il Provider maledetto parte seconda: GoDaddy

Tempo di lettura: 2 minuti

Come dicevo nel post precedente, dopo che Aruba ha deciso di lasciare in braghe di tela oltre un milione di siti Internet in seguito a un mezzo incendio nella sua server farm di Arezzo, la mia decisione presa nel tempo record di 1 secondo è stata “cambio”. Preso dall’euforia del “tutto nuovo, che bello che bello” ho fatto una ricerca rapidissima con Google e sono approdato sul sito di GoDaddy, che già conoscevo in quanto Google lo utilizza come registrar d’appoggio insieme a eNom durante la sottoscrizione dei servizi Google Apps.

Lo dico sinceramente: mi sono fatto un pò abbindolare dai prezzi molto bassi e dalle offerte presenti sul sito. Quello che mi ha colpito è stata la possibilità di trasferire il nome di dominio, mantenendo l’eventuale tempo residuo che mi restava su Aruba, aggiungendo un ulteriore anno come bonus per aver scelto i servizi di GoDaddy. Per la cifra tutto sommato modesta di circa 87 Euro ho ottenuto il trasferimento del nome di dominio, la validità estesa a 2 anni e mezzo, la registrazione business (ovvero, i dati nel WHOIS non sono riconducibili direttamente a me come persona fisica), 2 anni di hosting di tipo base e una serie di servizi che non erano presenti nell’account Aruba.

(altro…)

Il Provider maledetto: Aruba

Il Provider maledetto: Aruba

Tempo di lettura: 2 minuti

Voglio parlare della mia personale esperienza con alcuni provider di servizi Internet,  soprattutto di quelli che ho potuto testare personalmente e sui quali posso dire qualcosa a ragion veduta. Non ne ho provati tantissimi: Aruba, RackSpace (tramite BitMovers.it), GoDaddy e HostGator li ho potuti testare sia per motivi personali che per lavoro, e qualche informazione utile ce l’ho. Magari serve…

Inizio con il primo provider,  Aruba, scelto nel lontano 2003  non tanto per i servizi offerti (ne capivo molto poco), ma più che altro per non farmi fregare il nome di dominio; meksone.com, si, proprio questo qui.

(altro…)

Ultimo update di il .

Pagina 1 di 212

Pin It on Pinterest