I regali di Natale in largo anticipo sono una roba intelligente
nov24

I regali di Natale in largo anticipo sono una roba intelligente

Sto già notando una discreta frenesia nei centri commerciali: più che altro mi sembra di vedere molta gente a spasso in cerca dell’idea originale e a buon prezzo, visto che non noto la presenza di borse, pacchi e carrelli esageratamente pieni. Ma sono solo osservazioni personali, limitate e arbitrarie, quindi chissenefrega :).

Invece, una cosa davvero intelligente è quella di farsi un giretto su Amazon e creare una bella Lista dei desideri dove appuntare tutte le possibili idee regalo per le imminenti festività. Il vero vantaggio consiste nella possibilità di confrontare moltissime alternative, e per lo stesso prodotto potete avere una vasta gamma di prezzi (a volte, riscontro differenze di prezzo di oltre 20 euro per lo stesso articolo, da venditori diversi).

“Eh, ma ci sono sempre le spesi di spedizione!” qualcuno obietterà. La mia prima risposta è “Stolti, esiste Amazon Prime“, mentre la seconda risposta è “Stolti, preferite prendere la macchina, affrontare il traffico, arrivare ad un centro commerciale strapieno, combattere nei negozi per ore, riprendere la macchina (pagando quasi sempre il ticket del parcheggio) e ri-affrontare il traffico per tornare a casa?”. A parer mio, una decina di Euro di spese di spedizione che mi risparmiano quanto appena detto, sono un grande affare. Ma questo non vale se siete masochisti, ovvio.

Ed ecco una piccola selezione di idee…

Leggi tutto
Google lancia Inbox, la rivoluzione della posta elettronica
ott23

Google lancia Inbox, la rivoluzione della posta elettronica

E’ iniziata la caccia agli inviti, perchè la novità che Google ha presentato è (per ora) solo su invito. Come successe il primo Aprile del 2004, quando Google diede uno scossone al mondo fin troppo statico della posta elettronica presentando Gmail, anche la nuova Inbox è riservata solo ai pochi fortunati che hanno ricevuto un invito.

In poche parole, Inbox è un’applicazione che si prefigge lo scopo di rendere la posta elettronica il centro delle proprie attività, automatizzando una grande quantità di azioni, raggruppando automaticamente i messaggi simili, filtrando ciò che ha priorità da ciò che può essere rimandato.

Per chi già utilizza Google Now (sia su Android che su iOS), il concetto non è del tutto nuovo. Il sito http://www.google.com/inbox/ spiega, in poche parole (e tante immagini), le potenzialità dell’applicazione.

Leggi tutto
iPhone 6! non vedevo l’ora!
set09

iPhone 6! non vedevo l’ora!

…ed ora la vedo: 9 Settembre 2014, allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, ore 19 italiane. Vado a comprare un biglietto subito. Ironia a parte, non mi dispiacerebbe affatto partecipare ad una presentazione Apple, in quanto immagino che sia un evento assolutamente ben organizzato e spettacolare. A dire il vero, ho partecipato a parecchie presentazioni Apple in Italia, e devo ammettere che l’organizzazione era molto buona ma, ovviamente, non si trattava della presentazione dell’iPhone 6 (cito un prodotto a casaccio) decantato dal CEO Tim Cook  (nomino un personaggio a vanvera). Il massimo che ho potuto gustare dal vivo è stata una divertente gag di due product manager che parlavano del nuovo GarageBand (nuovo ai tempi, visto che era la versione 2, o 3).

Ma passiamo ai fatti: il nuovo iPhone 6, si vocifera in giro, avrà finalmente uno schermo decente e un chip NFC. Fine della storia, perchè a meno che in Apple non abbiano davvero inventato qualcos’altro, sono queste le caratteristiche salienti del nuovo fenomenale smartphone di Cupertino.

Leggi tutto
La Mela spiona: anche Apple non si fa gli affari suoi
ago28

La Mela spiona: anche Apple non si fa gli affari suoi

Leggendo qua e la si notano parecchie notizie inerenti la sicurezza informatica; dopo il famoso Datagate che coinvolge l’agenzia statunitense NSA e “gola profonda Edward Snowden“, si sono moltiplicate le notizie su sicurezza, intercettazioni e privacy. Resto sempre dell’idea che l’italiano medio, alla parola “NSA” risponderebbe con un “no, grazie, non fumo”, ma probabilmente sono solo scettico/cinico.

Fatta la premessa, arriviamo al punto: sembra proprio che anche Apple, zitta zitta, abbia disseminato il suo sistema operativo iOS con diverse Backdoor, che lascerebbero libero accesso ai dati degli utenti. E stiamo parlando di circa 600 milioni di dispositivi, mica noccioline. Ma prima di gridare “al lupo al lupo”, occorre spiegare subito che la questione è si grave, ma non stiamo parlando di una catastrofe nucleare.

Con parole molto simili l’autore della scoperta Jonathan Zdziarski ammonisce diverse testate on-line che hanno gonfiato e manipolato la notizia per creare scalpore, e sul suo blog riprende la discussione più volte e chiarisce meglio la questione. Il primo post è datato 9 Giugno, da li in poi ce ne sono altri.

Leggi tutto

Pin It on Pinterest